
// Limoni
"Cosa sono quegli alti pilastri tutti in fila e quelle bianche muraglie che li congiungono da tre lati?". Quei pilastri, alle prese ormai soltanto con la vetriola e le ortiche, quelle muraglie invase dall'edera costituiscono i resti delle limonaie, complesse strutture architettoniche, tipiche dell'Alto Garda bresciano, dove per secoli si coltivarono gli agrumi, soprattutto i limoni. Queste particolari serre, note anche con la denominazione di "limoniera", "limonaia", "limoneto", "giardino" e il dialettale "sardì", si cominciarono a costruire dopo il sec. XIII, quando furono introdotte lungo la Riviera le prima piante di agrumi.
E poiché il Garda era ed è soggetto periodicamente a temperature invernali rigide, letali per gli agrumi, ci si doveva garantire dal rischio di veder perduti in poche ore il lavoro e la fatica di anni. Si ritenne così indispensabile costruire delle serre in cui poter mantenere anche durante l'inverno la temperatura ideale per le funzioni vitali delle piante. Muraglie e pilastri nacquero per sostenere una fitta orditura di travi di legno, su cui poi, nei mesi freddi, venivano montate vedrate ed assi di diverso tipo. Garantiti così dal freddo invernale, i vari proprietari resero la coltivazione sempre più intensa, nella sponda bresciana del lago, ed essa divenne così famosa come la zona di coltivazione degli agrumi più a nord del mondo.